Si conclude il X Festival Cornistico dell'Etna - Il decennale della consacrazione

IL DECENNALE DELLA CONSACRAZIONE



Cronaca, didattica e retroscena della X edizione del Festival Cornistico dell’Etna: così la FEBASI ha trasformato la Sicilia nel polo d'Europa.

Dal 14 al 19 luglio 2026, la provincia di Catania ha ospitato il prestigioso International Etna Horn Festival. Un’edizione da record, andata precocemente sold-out, capace di saldare l'alta formazione accademica, il virtuosismo inclusivo di Felix Klieser e la maestosità catartica dei Crateri Etna Sud.

Esistono eventi capaci di ridefinire la geografia culturale di uno strumento. Il Festival Cornistico dell’Etna (International Etna Horn Festival) rientra di diritto in questa ristretta cerchia. Quello che dieci anni fa era un progetto pionieristico — scaturito nel 2016 dall'intuizione del direttore artistico Angelo Bonaccorso e sostenuto con fermezza dalla FEBASI (Federazione Bande Siciliane) sotto il coordinamento generale di Alfio Zito — ha celebrato la sua X edizione sancendo la definitiva maturità organizzativa. 
L’edizione del decennale, svoltasi a metà luglio 2026, ha raggiunto vette numeriche e qualitative straordinarie, registrando il tutto esaurito per gli allievi effettivi già mesi prima del fischio d'inizio. Per cinque giorni, la provincia etnea è diventata il punto d'incontro per oltre quaranta giovani talenti della scuola ottonistica italiana, accorsi per vivere un'esperienza immersiva unica nel panorama continentale. 

La Cittadella del Corno: l'alta formazione a San Gregorio

Il motore didattico della kermesse ha stabilito il proprio quartier generale presso il monumentale Istituto Salesiano Sacro Cuore di San Gregorio di Catania. Qui si è consumato il vero miracolo del festival: la totale osmosi tra didattica d’eccellenza e condivisione umana. 
Il programma giornaliero prevedeva un ritmo serrato: lezioni individuali al mattino con un corpo docente composto da dieci maestri di fama mondiale, seguite nel pomeriggio da seminari specialistici, mostre espositive di strumenti (con i principali marchi costruttori internazionali) e le approfondite sessioni di musica d'insieme. Queste ultime sono state affidate alla direzione del maestro Antonino Manuli, cornista di solida esperienza e direttore d'orchestra dal gesto analitico e comunicativo. 






Proprio all'interno della cornice didattica, sabato 18 luglio alle ore 10:30, si è consumato un momento di profonda tensione artistica e commozione: la VII edizione del Concorso del Festival – Premio Tuckwell/Baumann. Oltre ad assegnare i prestigiosi riconoscimenti intitolati ai due titani del corno del Novecento, il concorso ha ospitato la speciale categoria giovanile dedicata alla memoria di Giovanbattista Cutolo, il giovane cornista tragicamente scomparso a Napoli, la cui eredità artistica continua a vivere nello slancio dei suoi coetanei.
I vincitori del VII Concorso del Festival!
Categoria giovani
1. Giovanni Cusimano
2. Nicolò Ippedico
Categoria adulti
1. Daniele Cofano
2. Thomas Curcuruto
3. Jan Zurek, Salvatore Squillaci







Il Diario dei Concerti: dall'anteprima bandistica al trionfo sinfonico

Il festival ha strutturato un percorso performativo itinerante di altissimo livello, articolato in tre grandi eventi aperti al pubblico: 

1. L’Inaugurazione: Il dialogo con la tradizione (14 Luglio, ore 20:30)

La rassegna si è aperta ufficialmente a Piazza San Biagio, nel suggestivo borgo di Viscalori (Viagrande). Sul palco l’Orchestra di Fiati Regionale FEBASI, diretta a quattro mani dai maestri Alfio Zito e Salvatore Tralongo. La serata (pubblico sold-out) ha esplorato il repertorio originale per fiati, nobilitato dagli interventi solistici di Miklos Nagy e dello stesso Angelo Bonaccorso, dimostrando la vitalità delle radici bandistiche dell'isola rivisitate in chiave moderna. 




2. Il Clou: La sinergia con il Teatro Massimo Bellini (17 Luglio, ore 21:00)

L'evento centrale si è consumato nel monumentale Cortile Platamone (Palazzo della Cultura) di Catania. Inserito nel cartellone estivo del prestigioso Teatro Massimo Bellini, il concerto ha visto l’orchestra stabile dell’ente lirico catanese accompagnare una parata di solisti senza precedenti, guidati dalla bacchetta di Antonino Manuli. 
Il programma ha spaziato attraverso i secoli, offrendo pagine di rara esecuzione e vertici del virtuosismo:
  • Il Classicismo e il Romanticismo: Con capolavori di Wolfgang Amadeus Mozart e Franz Strauss, affrontati con rigore stilistico e agilità tecnica.
  • La Francia a cavallo dei secoli: Le tinte impressioniste e neoclassiche di Camille Saint-Saëns e il nitore assoluto del celebre Villanelle di Paul Dukas.
  • Il melodramma e la contemporaneità: Incursioni nel belcanto con Gaetano Donizetti e pagine contemporanee firmate da James Naigus e dall'italiano Corrado Maria Saglietti.
Sul palco le stelle si sono alternate regalando momenti memorabili. L’ungherese Miklos Nagy (primo corno della Filarmonica del Lussemburgo) ha impressionato per volume e controllo dinamico. Katerina Javurkova (star della Filarmonica Ceca) ha commosso l'uditorio. Grande entusiasmo per la precisione di Andrea Cesari (Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo), l’eleganza del giovanissimo Achille Fait e l'indagine filologica di Alessandro Denabian, specialista del corno naturale. 
Il culmine emotivo è coinciso con l'esibizione del tedesco Felix Klieser. Nato senza braccia, Klieser suona il corno azionando i cilindri con le dita del piede sinistro. La sua performance non è stata solo una lezione di assoluto magistero musicale per purezza di suono e precisione d'attacco, ma si è tramutata in un manifesto universale di inclusione e determinazione umana. A completare il parterre dei solisti, l’orgoglio autoctono di Maria Elisa Aricò, la sua parabola incarna la missione stessa del festival, essendo passata dall'essere una studentessa delle prime edizioni a docente e solista acclamata al decennale, oggi primo corno del prestigioso Teatro Regio di Torino e Angelo Bonaccorso con un brano di James Naigus che ha fatto sognare il pubblico.




Il Gran Finale: L'universo sonoro dei 40 corni a quota 2000 metri
La vera firma identitaria dell'International Etna Horn Festival è, da sempre, il suo legame viscerale con la natura vulcanica. Domenica 19 luglio alle ore 11:00, la manifestazione ha vissuto il suo atto catartico presso il Piazzale Rifugio Sapienza, a ridosso dei Crateri Silvestri (Etna Sud), nel territorio di Nicolosi. 
In uno scenario quasi lunare, circondati da  turisti e appassionati saliti fin sulle alture del vulcano, un mega-ensemble composto da ben quaranta cornisti (che ha unito docenti e allievi) supportato dalle percussioni e diretto da Antonino Manuli, ha dato vita a un concerto memorabile. 
Le frequenze calde, profonde e riverberanti del corno si sono espanse tra i canyon di pietra lavica, creando un impasto acustico di indescrivibile potenza emotiva. Un rito collettivo che ha suggellato dieci anni di scommesse vinte. Il Festival Cornistico dell’Etna non è più soltanto una masterclass estiva: è un'istituzione culturale europea che, partendo dalle pendici del vulcano, proietta la Sicilia ai vertici della musica colta internazionale.







Il pensiero del della direzione artistica: 

"Il X Festival Cornistico Dell'Etna - International Etna Horn Festival promosso dalla Febasi - Federazione Bande Siciliane si conclude. Dieci anni in crescendo fino ad arrivare ad essere oggi un punto di riferimento a livello internazionale. A volte penso che sia tutto un sogno invece è davvero una realtà aver potuto trascorrere del tempo in questi anni con cornisti di questo calibro e aver condiviso bellissimi momenti umani e musicali, aver conosciuto ragazzi provenienti da tutto il mondo. Quest’anno un doveroso grazie va ai compagni di viaggio Mirko Landoni Felix Klieser Alessandro Denabian Miklós Nagy Katerina Javurkova Maria Elisa Aricò Andrea Cesari Achille Fait per aver condiviso con tutti noi la loro arte e il loro sapere, siete stati unici. Grazie al maestro Antonino Manuli che con la sua maestria rende tutto più semplice e porta a compimento missioni impossibili. Ai maestro Alfio Zito che ha preparato l’Orchestra di Fiati Regionale Febasi insieme a Salvatore Tralongo per il concerto di inaugurazione, all’orchestra del Teatro Massimo Bellini e al direttore artistico Fabrizio Maria Carminati e il Sovrintendente Giovanni Cultrera per aver permesso che si potesse fare un concerto che entrerà nella storia: 8 solisti cornisti che si alternavano con un programma incredibile. Valeria che ha fatto tutto il possibile per rendere questa festival unico e speciale, mia figlia Francesca che quest’anno con il suo corno è stata parte integrante del festival. I miei fratelli Salvatore Incatasciato che come sempre da il suo contributo con gli arrangiamenti, social manager, registrazioni e Nino Basile che mi aiuta tantissimo, Daniele Notaro il nostro instancabile pianista. Atelier Fiati Casalanguida Johnny Casalanguida e Manuela Horn per aver come sempre dato un servizio incredibile al festival con riparazioni gratuite, esposizioni di alto livello Briz French Horns e Engelbert Schmid Horns e sponsor del concorso, siete parte di questa famiglia. Grazie a Cappellani Music Megastore per averci fornito il pianoforte digitale. I vincitori e tutti i partecipanti del concorso premio Tuckwell, Baumann, Cutolo che hanno partecipato davanti ad una giuria incredibile e grazie a Lucio Pappalardo e Rocco Vitaliano per averne fatto parte e Carmelo Galizia per la grafica delle locandine. Grazie alla mia cara amica Héloïse Geoghegan per aver fatto da traduttrice per il seminario di Felix Klieser, sei stata preziosa. Il Comune di Viagrandee il Comune di Nicolosi per aver ospitato i concerti di inaugurazione e quello conclusivo. Grazie a tutti i ragazzi provenienti da tutta Italia e dall’estero che oltre a suonare tutto il giorno ognuno di loro ha dato una mano per qualsiasi cosa. Quale è il segreto per una buona riuscita di un Festival? Fare squadra e tutti quelli che ho menzionato e che magari ho dimenticato in questo post ne hanno fatto parte!"

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